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Rapporto annuale
2018
I diritti umani sul posto di lavoro

Lo sfruttamento della manodopera in Svizzera

Lo sfruttamento della manodopera esiste anche in Svizzera, in particolare nel settore alberghiero e nell’edilizia. La mancanza di consapevolezza delle autorità unita al quadro giuridico poco dissuasivo impediscono un intervento efficace per contrastare questo fenomeno. Migliorare la situazione è tuttavia possibile.

Nella Svizzera del XXI secolo ci sono davvero ancora datori di lavoro che sfruttano la loro manodopera, donne assunte come tate costrette a stare in servizio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per un salario irrisorio e senza reali opportunità di cambiare impiego oppure ragazzi obbligati da bande di adulti a portare a casa 100 franchi al giorno non importa come, anche mendicando e rubando?

Nella maggior parte dei casi di sfruttamento della manodopera c’è qualcuno che si approfitta della vulnerabilità di un’altra persona per imporle condizioni di lavoro indegne. Nell’era dei diritti umani e della protezione dei lavoratori pare assurdo, eppure questo fenomeno è presente pure su suolo elvetico.

 

Parecchi i settori toccati

Lo sfruttamento della manodopera è presente soprattutto nell’edilizia, nella ristorazione e nell’industria alberghiera, nel settore del personale domestico, nell’agricoltura e nella criminalità forzata. A volte, va ad aggiungersi allo sfruttamento sessuale. In alcuni settori, a farne le spese sono esclusivamente donne (personale domestico) o uomini (edilizia), oppure prevalentemente persone provenienti da determinate regioni (per esempio, nel settore del personale domestico, dall’Europa dell’Est, dall’America Latina o dall’Africa). Nella stragrande maggioranza dei casi le vittime sono persone di nazionalità straniera senza permesso di soggiorno e di lavoro in Svizzera.

 

Molti casi, poche condanne

L’articolo 182 del Codice penale svizzero vieta la tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento del loro lavoro. Lo sfruttamento della manodopera è quindi punibile solo quando una persona recluta, trasporta, ospita o accoglie un’altra persona per sfruttarne la forza lavoro ricorrendo a mezzi coercitivi o di pressione. Secondo uno studio del 2016, l’esiguo numero di condanne per tratta di esseri umani non rispecchia affatto la reale portata dello sfruttamento della manodopera. Nemmeno la statistica di polizia e il numero di consulenze presso i servizi di aiuto alle vittime di reati permettono di quantificare con precisione il fenomeno, dato che le cifre fornite includono anche i casi di tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale.

Ostacoli umani e giuridici

A seconda delle circostanze, le persone sfruttate non sempre hanno la possibilità di difendersi e di conseguenza raramente gli autori vengono condannati.

  • Le vittime denunciano le situazioni di sfruttamento solo di rado: senza alcun status di soggiorno regolare hanno paura di rivolgersi alle autorità per timore di venire espulse. Come se non bastasse, si vergognano di aver creduto alla falsa promessa di un lavoro in Svizzera.
  • Spesso le situazioni di sfruttamento non vengono riconosciute come tali dalle autorità competenti (polizia, ispezione del lavoro, ministero pubblico, servizi della migrazione ecc.) a causa di una sensibilizzazione carente.
  • Il articolo 182 CP esige condizioni difficili da dimostrare, per esempio l’esercizio di pressioni psicologiche su una persona apparentemente libera di decidere per se stessa.
  • Molti casi di sfruttamento della manodopera non adempiono i presupposti della fattispecie della tratta di esseri umani, ma sono comunque punibili sulla base di altre disposizioni penali, segnatamente l’usura o la coazione.

 

Possibili misure di miglioramento

Nondimeno esistono misure per lottare contro lo sfruttamento della manodopera. Attualmente si dibatte sulle seguenti proposte di miglioramento:

  • Incremento della sensibilizzazione delle autorità, in particolare di quelle preposte al mercato del lavoro, sul problema. Questa proposta figura già nel Piano nazionale d’azione contro la tratta di esseri umani 2017-2020 della Confederazione che, rispetto al piano precedente, pone maggiormente l’accento sullo sfruttamento della manodopera.
  • Iscrizione esplicita nel Codice di procedura penale svizzero del principio di non punibilità delle vittime di sfruttamento per gli atti illegali che sono state costrette a commettere. Questa proposta, avanzata dal Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani (GRETA), eviterebbe che le vittime presenti illegalmente sul territorio elvetico rinuncino a sporgere denuncia alle autorità. Attualmente tale principio scaturisce soltanto dai principi generali della procedura penale svizzera.
  • Adozione da parte del legislatore, sull’esempio della Germania, di una nuova disposizione penale specifica sullo sfruttamento della manodopera, che definisca questa fattispecie in base a criteri oggettivi, come per esempio una palese sproporzione tra il lavoro prestato e il salario corrisposto o la mancanza di uno status di soggiorno regolare della vittima. Diventata un tema prioritario del settore tematico Migrazione del CSDU in seguito al panel di esperti del 3 ottobre 2017, questa proposta consentirebbe di rilevare lo sfruttamento della manodopera indipendentemente dalla fattispecie di tratta di esseri umani.

 

Conclusione

Lo sfruttamento della manodopera è un problema reale anche in Svizzera, tuttavia, per diversi motivi, è poco visibile e sfugge alle statistiche. Di conseguenza, solo in rari casi gli autori vengono chiamati a rispondere delle loro azioni. Affinché le situazioni di grave sfruttamento della forza lavoro siano meglio considerate nel Codice penale bisogna da un lato integrare o modificare il diritto vigente e dall’altro svolgere un intenso lavoro di informazione e sensibilizzazione delle autorità di controllo e di perseguimento penale finalizzato a un’interpretazione della norma penale esistente più ampia e conforme al diritto internazionale. Una migliore attuazione dell’articolo 182 CP rimane comunque prioritaria.

Asse di ricerca principale relativo ai diritti umani nel mondo del lavoro

Nell’ambito del suo sottoprogetto «Numérisation, droit du travail et migration» (digitalizzazione, diritto del lavoro e migrazione), il CSDU studia il fenomeno dello sfruttamento della manodopera in Svizzera alla luce delle sue manifestazioni concrete e del suo contesto giuridico per chiarire se la legislazione nazionale vigente consente di combattere efficacemente questo fenomeno o se è opportuno apportarvi miglioramenti dal punto di vista dei diritti umani.

Il settore tematico Migrazione analizza casi recenti di sfruttamento della manodopera che, secondo le autorità di perseguimento o i tribunali svizzeri, non adempiono i presupposti per l’applicazione dell’articolo 182 del Codice penale (tratta di esseri umani), al fine di individuare dove sorgono i problemi e formulare proposte specifiche per migliorare il quadro giuridico svizzero dalla prospettiva dei diritti umani.

Riferimenti

Rapporto annuale CSDU 2018
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